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Prendiamo atto che nella bozza del Decreto Legge “Cantiere Taranto” manca tuttora l’impegno a corredare con una VIIAS la proposta industriale per il progettato rilancio produttivo del polo siderurgico di Taranto. Questo strumento, che rappresenta l’unica garanzia della assenza di impatto sulla salute dell’attività produttiva, è il segno che questa comunità attende per vedere una discontinuità nell’azione governativa rispetto al passato e la volontà di risolvere il conflitto tra il diritto alla vita e quello al lavoro.

 

Ribadendo che nessun tipo di produzione industriale può essere eticamente accettabile se avviene al prezzo della vita e della integrità fisica delle persone, e che il rilancio del territorio non può non tenere conto anche dell’ingente costo economico determinato dai danni sanitari, si sollecita nuovamente il Governo a voler corredare la sua proposta con una VIIAS, che è il più accurato strumento “sanitario” di prevenzione delle malattie correlate alle attività industriali

Pur apprezzando l’impegno a potenziare la prevenzione primaria e secondaria e le opportunità di diagnosi e cura in loco, osserviamo che tali interventi implicitamente richiamano in maniera inquietante l’ulteriore necessità di proteggere la popolazione dall’impatto delle sostanze inquinanti, e quindi un prevedibile ulteriore danno alla salute determinato dagli impianti in funzione.

Proponiamo inoltre, in relazione a quanto contenuto nell’art.7, c. 2, che si inserisca la medicina ambientale tra le materie di studio del Polo Universitario in esso citato.

Per tutto quanto precede, e con l’auspicio che il decreto nella sua stesura finale si faccia carico della risoluzione delle criticità qui rappresentate, ci faremo promotori di un tavolo istituzionale di confronto fra tutte le componenti professionali interessate per contribuire alla più puntuale valutazione dei bisogni della città e del territorio.

Il Presidente,
Cosimo Nume