Contenuto principale

Messaggio di avviso



Le comunicazioni Sanitarie devono essere funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti e non possono contenere elementi di carattere promozionale o suggestivo. A partire dal 01.05.2019 inoltre "tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un Direttore Sanitario iscritto all'Albo dell'Ordine Territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa"

Lo scorso 30 dicembre 2018 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge di Bilancio 2019 all’interno della quale due commi dell’art. 1, il 525 e il 536, si propongono di regolare le comunicazioni informative in ambito sanitario. Questi due commi costituiscono il frutto dell’unità di azione degli odontoiatri italiani, almeno di quella parte che continua a credere in un rapporto di cura basato sui principi ispiratori del nostro Codice, a garanzia di terapie appropriate, sicure e di qualità.

Si tratta del primo risultato raggiunto dalla “Cabina di Regia”, l’organismo unitario delle varie componenti dell’Odontoiatria italiana (CAO, ANDI, AIO, ENPAM) costituitosi lo scorso 12 luglio 2018.

I due commi approvati sono i seguenti.

Il comma 525 dispone che:“Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie di cui al capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, comprese le società di cui all’art. 1, comma 153, della legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006 , n. 223 , convertito , con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale e suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto ad una corretta informazione sanitaria”.

Il comma 536 così recita:“In caso di violazione delle disposizioni sulle comunicazioni informative sanitarie di cui al comma 282, gli ordini professionali sanitari territoriali, anche su segnalazione delle rispettive Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano tali violazioni all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza.

Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo dell’ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

Il primo dato che emerge è che le comunicazioni sanitarie dovranno, oltre che essere veritiere, corrette e funzionali all’oggetto dell’informazione, come recita l’art. 56 del nostro Codice, essere anche prive di “qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo”, e questo al fine di garantire ai cittadini il diritto a ricevere una corretta informazione e trattamenti sanitari sicuri , a tutela della salute pubblica. Il messaggio dovrà in definitiva avere un fine prettamente informativo per consentire la “libera e consapevole determinazione del paziente”. La nuova legge ha l’obiettivo di contrastare la realizzazione di messaggi pubblicitari incentrati sull’aspetto economico, come quelli che promettono gadgets e sconti, spesso specchietti per le allodole che fanno leva sulle difficoltà economiche vissute attualmente da larghi strati della popolazione del nostro Paese. Non è più consentito pubblicizzarsi utilizzando elementi di carattere suggestivo, associando ad esempio i trattamenti offerti a stereotipi di felicità e successo, e facendolo servendosi eventualmente di attrici o attori in camice bianco e sets cinematografici per millantare strutture e terapie all’avanguardia, rischiando così di spingere i cittadini a sottoporsi a trattamenti che possono essere per loro inappropriati, non necessari o rischiosi. Dal 1° gennaio 2019 gli Ordini, nel momento in cui verranno a conoscenza di casi di violazione, dovranno avviare l’azione disciplinare e fare una segnalazione all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Assai importante infine l’obbligo per il direttore sanitario di essere iscritto all’Ordine territorialmente competente nel luogo nel quale la struttura ha la sua sede operativa. Tale disposizione costituisce un’ulteriore elemento di garanzia per i pazienti e faciliterà notevolmente l’attività di controllo. Le strutture sanitarie avranno 120 giorni di tempo per adeguarsi, a partire dalla data di entrata in vigore della legge sopra riportata. A tal proposito va ricordato che, in base al comma 155 della legge n.189 del 14/08/17 (ddl concorrenza) , è vietato al direttore sanitario di struttura odontoiatrica assumere incarichi plurimi, e che la stessa regola è prevista per tutti gli iscritti dal quarto comma dell’art. 69 del C.D., mentre il terzo comma recita che i direttori sanitari hanno il dovere di comunicare “tempestivamente all’Ordine di appartenenza il proprio incarico, nonché l’eventuale rinuncia”. Informazione sanitaria e pubblicità commerciale sono due realtà assai diverse. Una ha la funzione di garantire al cittadino il diritto ad una scelta libera e consapevole, a tutela di quel bene primario e preminente che è la sanità pubblica e, a tal fine, ha il dovere di essere veritiera e corretta, e quindi completa; l’altra, viceversa, serve a promuovere l’attività economica di chi la fa, potendosi avvalere di messaggi suggestionali volti a creare a questo scopo nuovi bisogni e nuovi comportamenti. D’altra parte, mentre la pubblicità commerciale va a soddisfare un’esigenza consumistica, l’informazione sanitaria serve a dare risposte ad uno stato di necessità rappresentato da un’alterazione del normale stato fisiologico che, per essere ripristinato, necessiterà di terapie gravate da possibili effetti sulla stessa integrità psico-fisica. La pubblicità commerciale in definitiva, se usata in ambito medico, rischia solo di creare disorientamento e di favorire un pericolosissimo e incontrollato consumismo sanitario, non risultando quindi utile a ridurre quella asimmetria informativa che obiettivamente è presente ai massimi livelli nel campo medico, e che anzi tende ad aumentare.

Inoltre le campagne pubblicitarie commerciali mettono a rischio la salute pubblica nel momento in cui contribuiscono a minare il rapporto di fiducia con il curante: nulla dovrebbe mettere in dubbio la certezza del paziente che il piano di cura proposto sia dettato unicamente da scienza e coscienza e non da altri fini. La vendita promozionale di trattamenti sanitari rischia di portare il paziente a dubitare delle terapie consigliate dal medico o dall’odontoiatra di fiducia, con la conseguenza di indurlo a metterle in discussione, rifiutarle, rimandarle o a rivolgersi a chi potrebbe effettuarle sacrificando qualità e sicurezza per essere più competitivo sul “ mercato”, mettendo così inconsapevolmente a rischio la sua salute.

Un’ultima notazione sui due commi appena approvati: l’emendamento dell’on. Boldi in realtà presentava anche la proposta di reintrodurre il controllo preventivo da parte degli Ordini, cosa che avrebbe certamente impedito ai messaggi scorretti di produrre i loro danni prima della loro rimozione.

Il consiglio che mi sento di dare ai colleghi che desiderino pubblicizzare la propria attività è quello di chiedere comunque preventivamente il parere dell’Ordine di appartenenza, evitando così il rischio di incorrere in errori e di andare così incontro a possibili sanzioni disciplinari. Il nostro Ordine è impegnato per il rispetto delle regole a tutela dei cittadini , ed è sempre a disposizione di tutti gli iscritti. In conclusione, probabilmente la nuova legge non è perfetta e serviranno altri interventi legislativi, si attendono le linee guida da parte della FNOMCeO e sarebbe auspicabile la emanazione di una circolare esplicativa del Ministero in modo da assicurare la sua corretta applicazione su tutto il territorio nazionale, ma le norme appena approvate rappresentano obiettivamente una grande vittoria dell’odontoiatria italiana e un importantissimo passo avanti perché sia garantito a tutti il diritto ad una corretta informazione e sia salvaguardato il rapporto di cura, quell’alleanza terapeutica indispensabile per la tutela di quel bene prezioso e costituzionalmente garantito che è la salute.

Dottor Giovanni Pollicoro

Consigliere Odontoiatra OMCeO Taranto